Scambio di Coppia
Primo sole - parte 1 di 3
16.10.2025 |
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"La sensazione di quella pelle morbida, liscia e calda sotto le sue dita era indubbiamente piacevole, più di quanto lei si sarebbe potuta aspettare..."
Il sole scaldava la pelle, l’aria profumava di salsedine e libertà in quel meraviglioso sabato di giugno. Cielo limpido, temperatura già più che gradevole per una estate non ancora iniziata. La giornata ideale per concedersi il primo sole della stagione. Massimo e Alice erano distesi sui rispettivi teli, completamente nudi. Visto che erano in una spiaggia nudista, la cosa non era di per sé insolita, ma lo era per loro due, dal momento che era la prima volta che vi si recavano.L’idea, neanche a dirlo, era stata di Massimo, il più avventuroso dei due, e per convincere Alice aveva dovuto armarsi di pazienza e attendere che la moglie fosse pronta. Non che lei fosse particolarmente pudica o inibita: la loro vita sessuale era intensa e felice, insieme avevano iniziato ad aprirsi a piccole esperienze “trasgressive” per tenere viva la passione che ancora li legava ma che, con gli anni, si sa… Ad esempio quella volta che, in vacanza e complice un po’ di alcol in corpo, avevano fatto l’amore sul terrazzo dell’hotel, nudi e potenzialmente in vista a chiunque. Tutto condiviso e tutto fra solo loro due, anche se le fantasie che si scambiavano fra le lenzuola vagavano spesso sull’ipotesi di avere altre persone con loro. Massimo, di nuovo, era quello che spingeva mentre Alice frenava, stuzzicata dalle idee, ma ancora timorosa di lasciarsi andare del tutto.
E con la spiaggia era stata la stessa cosa. Alice aveva superato con gli anni i suoi imbarazzi giovanili riguardo al nudo ed era ormai arrivata a quel punto in cui una donna fa pace con il suo corpo e lo apprezza. Secondo Massimo non aveva nulla di cui essere insicura, suo marito continuava ad apprezzarla come il primo giorno e a ricoprirla di complimenti continui, e questo aveva molto aiutato la sua autostima. Però Alice non aveva mai contemplato l’idea della spiaggia nudista e, pur essendo lei stessa un “animale da spiaggia”, non aveva mai sentito la necessità di togliersi il costume per stare bene. Sapeva bene che per Massimo - che invece nudo ci stava spesso e volentieri, anche in casa - questo era invece un desiderato momento di libertà ma, conoscendolo bene, sapeva che dentro di lui questo rappresentava anche un altro passettino in avanti verso… “qualcosa di più”; anche lei però, nei momenti di onestà verso sé stessa, doveva ammettere di non essere completamente indifferente alle fantasie che popolavano la mente di suo marito. E quindi, com’è come non è, due giorni prima, quando avevano deciso che quel sabato sarebbero andati al mare visto il bel tempo e Massimo aveva proposto quella spiaggia, lei lo aveva guardato e gli aveva concesso un “Ok…” con un mezzo sorriso. E poi avevano fatto l’amore, con più passione del solito.
Dopo un’oretta dall’arrivo e dopo le esitazioni iniziali, Alice doveva ammettere che la sensazione era molto piacevole: sentirsi libera, senza bikini né costrizioni, solo pelle esposta al sole e al vento leggero. Fare il bagno in mare nuda, poi, era assolutamente fantastico. Ma la soddisfazione più grande era negli occhi di Massimo, che la guardava quasi ancora incredulo, come se fosse una dea, la bersagliava di foto col telefonino facendola sentire bellissima come una modella e, quasi comicamente, a volte era in difficoltà nel nascondere la sua eccitazione. Ah, questi uomini…
Intorno a loro c’era poca gente. Massimo si chiese se il posto potesse essere anche più frequentato di così ma, in fondo, era inizio stagione. Accanto a loro, a qualche decina di metri, si vedeva un’altra coppia, attrezzata con tendina e ombrellone, ad occhio più o meno della loro età: anche loro nudi, sereni, immersi nella lettura e nella tintarella. Altri bagnanti erano sparsi qua e là, ma la spiaggia restava silenziosa e tranquilla, un’oasi lontana dal caos delle località più affollate. E la cosa aveva ancora di più aiutato Alice a rilassarsi e a tranquillizzarsi in fretta.
Massimo si sdraiò sul fianco sinistro e guardò sua moglie da sotto gli occhiali da sole. Ancora non riusciva a credere all’immagine che aveva davanti, Alice nuda in spiaggia davanti al mondo, splendida e bellissima. ‘Dio, quanto è bella’ pensò. Alice non stava facendo nulla di particolarmente sensuale, si stava solo spalmando la crema sulle gambe, ma Massimo si sentiva l’uomo più fortunato del mondo. Allungò il braccio verso Alice e lasciò scivolare la mano lungo il fianco di lei, con quell’aria finta innocente che lui sapeva bene non ingannava nessuno. “Sai che qui sarebbe l’occasione perfetta…?” le sussurrò con un sorriso malizioso, alludendo a qualcosa di più.
Alice scoppiò a ridere e gli diede un leggero buffetto sulla mano: “Ma sei matto? In pieno giorno, con gente in giro?” rispose con tono complice, scuotendo la testa.
“Io ci ho provato…” disse lui ridacchiando, alzando le mani in segno di resa. Poi si girò sulla schiena, allungandosi pigro sotto il sole. “Allora almeno fammi un favore: dammi una mano con la crema, o mi abbronzo a strisce.”
Alice sospirò con aria teatrale, ma prese il flacone. “Sempre che tu non abbia secondi fini anche stavolta…” lo stuzzicò, spremendosi un po’ di crema sul palmo della mano.
Con gesti lenti iniziò a massaggiargli le spalle e il petto, scivolando con la crema fresca sulla pelle calda. Massimo chiuse gli occhi, lasciandosi coccolare, ogni tanto socchiudendoli appena per guardarla, divertito da quelle schermaglie affettuose. Alice ci pensò un attimo su e poi iniziò a scendere verso il basso, ungendo di crema anche il basso ventre di Massimo, passando delicatamente sul sesso semieretto, accarezzandolo e massaggiandolo con gentilezza e soffermandovici solo pochi secondi più dello stretto necessario. “Ehi, guarda che lì poi mi scotto, devi metterci più crema…” la riprese Marco.
“Stai buono, sai? Se vuoi, puoi mettertene ancora anche tu, mi sa che sei abituato a prendertelo in mano…” gli rispose Alice ridendo. Gli diede un’ultima passata sul petto e chiuse il tappo del flacone.
“Ecco fatto, adesso puoi dormire tranquillo” disse piano, quasi come una mamma che ha finito di prendersi cura del suo bambino.
Massimo bofonchiò un ringraziamento con gli occhi già chiusi, il viso rilassato dal sole e dal rumore del mare. In pochi minuti il suo respiro divenne regolare, pesante, segno che si era lasciato cullare da quel misto di calore e stanchezza.
Alice rimase seduta sotto il sole, con le ginocchia raccolte e le braccia appoggiate, a guardare il mare che brillava sotto la luce di mezzogiorno. Si sentiva calma, quasi sospesa. Guardò la coppia poco distante che rideva sottovoce, e poi il lento movimento delle onde.
Un sorriso le sfiorò le labbra: pensò a quanto fosse strano essere lì, nuda tra sconosciuti, e al tempo stesso così naturale. Ripensò anche al modo in cui Massimo, con il suo modo scherzoso ma insistente, riusciva sempre a spingerla un po’ oltre i suoi limiti. Eppure… lì, in quel momento, non c’era nulla di proibito. Solo la libertà, la leggerezza, e la sensazione che forse poteva imparare a lasciarsi andare di più.
Alice rimase lì, con il mento appoggiato sulle ginocchia, a osservare da dietro gli occhiali da sole la coppia poco distante che si alzava. Lui era alto, asciutto, con i capelli corti già bagnati di sudore e di acqua di mare; lei aveva un corpo morbido, sinuoso, con i fianchi pieni e un portamento sicuro che catturava lo sguardo senza bisogno di sforzi.
Li seguì con gli occhi mentre camminavano verso l’acqua. Era come guardare una piccola scena a cui non apparteneva ma che le risultava improvvisamente affascinante: il modo in cui si tenevano vicini, come scherzavano tra loro spruzzandosi acqua e ridendo, per poi abbracciarsi in un gesto naturale, spontaneo.
Alice si accorse di fissarli più del necessario. Non era un desiderio esplicito, piuttosto una curiosità che la pizzicava dentro, un interesse nuovo, sottile ma vivo. Sentì il cuore accelerare di poco quando i due uscirono dall’acqua: gocce che correvano sulla pelle abbronzata, sorrisi rilassati, naturalezza totale.
Fu allora che la donna, mentre si ravviava i capelli con le mani, alzò lo sguardo nella sua direzione e la notò. Alice ebbe un sussulto, come sorpresa con le mani nel sacco, ma non fece in tempo a distogliere lo sguardo. La donna le regalò un lieve cenno con la mano, un saluto semplice, quasi distratto.
Alice ricambiò con un sorriso timido e un leggero gesto delle dita, più un riflesso che una decisione consapevole. E restò a fissare il mare davanti a sé, accanto a Massimo che russava piano, beato nel suo sonnellino sotto il sole. Chiuse gli occhi, ma le immagini della coppia continuavano a riaffiorare nitide.
Quel cenno di saluto… così semplice, eppure carico di qualcosa che lei non riusciva a definire. Forse era solo un gesto di cortesia, niente più. Eppure Alice si sorprese a ripensarci, a chiedersi se la donna avesse davvero notato il suo sguardo insistente.
Si accarezzò lentamente il braccio, come per spalmarsi da sola una carezza che Massimo non le stava dando in quel momento. Una parte di lei si rimproverava per quel brivido che sentiva nascere dentro: ‘È ridicolo, ho solo guardato due sconosciuti…’. Ma un’altra parte sorrideva, complice e silenziosa: ‘Però mi ha fatto effetto… non posso negarlo’.
Ogni tanto apriva gli occhi e lanciava uno sguardo di lato. La coppia si era seduta di nuovo, lui steso a pancia in giù, lei seduta con le gambe piegate e lo sguardo rivolto verso il mare, come lei. Alice si domandava se davvero fosse tutto lì, un incrocio casuale di sguardi e un cenno di mano… o se invece quella donna, in qualche modo, avesse percepito la curiosità che Alice non era riuscita a mascherare.
Un brivido leggero le attraversò la pelle mentre si aggiustava il cappello di paglia. Guardò Massimo, sereno nel suo sonno, e pensò, sorridendo fra sé: ‘Se gli raccontassi di questa sensazione, si ecciterebbe da morire…’.
Persa nei suoi pensieri, gli occhi socchiusi, il sole caldo che le accarezzava la pelle e il rumore del mare a cullarla, Alice non si era accorta che la donna della coppia poco distante si era avvicinata silenziosamente, camminando lenta sulla sabbia calda. La presenza estranea la fece sobbalzare.
“Ciao… scusa, non volevo spaventarti, scusa se disturbo…” disse con voce dolce, leggermente incerta. “Mio marito si è addormentato e… potresti aiutarmi un attimo con la crema? Non riesco a spalmarla bene sulla schiena da sola e non vorrei scottarmi.”
Alice si voltò, sorpresa, e incontrò gli occhi chiari della sconosciuta. Esitò per un secondo, lo sguardo rivolto verso Massimo che russava beato sul suo asciugamano, ignaro di tutto. Poi le rispose, quasi automaticamente: “Ehm… certo, nessun problema…” e si alzò in piedi, iniziando a camminare lentamente dietro alla donna verso il loro piccolo accampamento.
La donna la guidò con movimenti misurati, il passo lento e deciso, senza fretta. Alice sentiva il cuore aumentare i battiti: non stava solo aiutando una sconosciuta con la crema, ma erano entrambe completamente nude, e Massimo dormiva. La situazione fuori dalla sua comfort zone la metteva leggermente a disagio ma, altrettanto leggermente, la eccitava anche.
La sconosciuta si stese a pancia in giù con le gambe leggermente divaricate e le mani incrociate sotto il mento, come a indicare con naturalezza che Alice poteva iniziare. Ogni curva del corpo era esposta al sole, e Alice percepì subito il fascino sottile di quel contatto visivo così ravvicinato.
Alice si inginocchiò dove la donna le aveva indicato, alla sua sinistra, fra lei e suo marito, assopito come Massimo. Prese la crema, se ne versò un po’ nelle mani e iniziò a massaggiare le spalle e la schiena della donna. Ogni passaggio delle dita era attentamente guidato dal leggero spostarsi della sconosciuta, dai piccoli sospiri che uscivano dalle sue labbra. “Però, hai belle mani… si sente che sei una donna…” mormorò lei, senza voltarsi, solo con un leggero accenno di sorriso. “Grazie…”, rispose Alice un po’ confusa. La sensazione di quella pelle morbida, liscia e calda sotto le sue dita era indubbiamente piacevole, più di quanto lei si sarebbe potuta aspettare.
La sconosciuta si voltò appena verso di lei e, lanciando ad Alice uno sguardo quasi languido, le disse con tono quasi morbido, come se fosse la cosa più naturale del mondo: “Scusa se te lo chiedo, ti dispiacerebbe arrivare un po’ più in basso… anche sul sedere? Non vorrei scottarmi proprio lì…”.
Alice si sentì paralizzata per un istante: il brivido di sedersi a massaggiare le natiche nude di un’altra donna era forte, e la sua coscienza le diceva di esitare. Ma poi, con un respiro profondo, sorrise, mormorò un fugace “Ehm… sì, sicuro…” e, preso il tubetto della crema, ne versò un po’ sui glutei della donna. Rimase un attimo a fissare il contrasto fra la pelle rossastra dei glutei e il bianco della crema e poi appoggiò le mani sui globi rotondi e iniziò a spalmare sulla pelle liscia, calda e leggermente salata dal mare. Sentì che il contatto non la lasciava indifferente.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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